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Inchieste e dossier

Formazione all'avanguardia per gli studenti disabili, grazie a una onlus di genitori

Nata a Torino, all'interno del plesso scolastico Niccolò Tommaseo, l'associazione A.Tom.I. sta lavorando attivamente: tra i progetti, grazie alla collaborazione con il Politecnico, l'introduzione di strumenti tecnologici all'avanguardia per l'apprendimento dei ragazzi con bisogni speciali

in classe

TORINO - Centoquarantanovemila. Tanti, secondo l'Istat, sono i ragazzi disabili che nel 2013 frequentavano le scuole italiane. A occuparsi di loro, nello stesso periodo, c'erano 67 mila insegnanti di sostegno, meno di uno ogni due alunni.
La scuola italiana, lo dicono i numeri, è in affanno; e non stupisce la frustrazione che serpeggia tra i genitori di quanti avrebbero bisogni educativi particolari, ma che faticano invece a ricevere un'istruzione tout court.
Anche in questo caso, capita quindi che sia il terzo a settore a farsi carico di intervenire: è quanto ha fatto un gruppo di genitori del plesso scolatico "Niccolò Tommaseo" di Torino, che si è riunito in un'associazione per ottenere delle condizioni educative migliori per i propri figli.

Nata nello scorso febbraio per volontà di Alessio Marchetti, A.Tom.I. Onlus (sigla che sta per "Associazione Tommaseo per l'inclusione") sta lavorando in stretta sinergia col personale dell'istituto: negli ultimi mesi, la scuola ha adottato metodi di formazione e strumenti didattici all'avanguardia per gli alunni con bisogni educativi speciali. "Il nostro - ammette Marchetti, padre di un bimbo autistico di sette anni - è un sistema scolastico che può funzionare solo con i casi standard,  e si rivela spesso inadeguato di fronte alla disabilità, al deficit cognitivo o anche solo allo svantaggio economico. Non è raro, ad esempio, che gli alunni autistici vengano ‘parcheggiati' in sala professori per evitare che disturbino le lezioni. Questo accade perché, al netto della buona volontà dei docenti, le scuole non dispongono di mezzi adeguati per seguirli: l'Istituto superiore di sanità raccomanda di utilizzare la terapia cognitivo-comportamentale, ma i fondi non consentono una formazione così specifica per gli insegnanti di sostegno".

Marchetti, però, non ha voluto rassegnarsi. Nel settembre scorso, quando suo figlio Julian è entrato in prima elementare, ha deciso di intervenire in prima persona per offrirgli le stesse chance di ogni altro ragazzo. Ha chiesto quindi alle sue insegnanti di sottoporsi ad alcune ore di formazione sull'autismo; e parallelamente ha reclutato un'educatrice specializzata in terapia cognitivo comportamentale, che per due ore alla settimana ha affiancato la sua insegnante di sostegno. In tempi di spending review, l'uomo ha dovuto pagare tutto di tasca sua; "ma tutto questo - ci tiene a precisare - non sarebbe comunque stato possibile senza la grande disponibilità del personale scolastico".  I risultati, fin da subito, sono stati eccellenti: così, Marchetti ha deciso di replicare la sua esperienza, costituendo un'associazione che si propone di fare del Tommaseo un centro all'avanguardia nell'istruzione dei ragazzi con disabilità. "Attualmente - continua il fondatore - contiamo circa cinquanta soci. All'associazione hanno aderito molti genitori di ragazzi normodotati, oltre a una parte del personale della scuola. Nel consiglio direttivo figura anche la direttrice dell'istituto, Lorenza Patriarca, che ci sta dando un grande aiuto".

Le linee di intervento del gruppo sono essenzialmente tre. "In primo luogo - continua Marchetti - cerchiamo di tutelare i nostri interessi e quelli della scuola, rappresentando le esigenze degli alunni ed affiancando l'istituto di fronte agli enti competenti, come l'Ufficio scolastico provinciale per quanto riguarda la richiesta di insegnanti di sostegno; il Comune per l'assistenza specialistica e gli educatori, e l'Università per la formazione e la divulgazione. Cerchiamo inoltre di scambiarci vicendevolmente tempo e competenze: siamo al lavoro per promuovere incontri tra genitori di alunni "speciali" e stiamo  attivando anche iniziative di counseling . Abbiamo in programma molte altre attività, con lo scopo ultimo di fornire una sorta di "presa in carico dolce" alle famiglie che si avvicinano alla scuola".

Ma A.Tom.I. sta soprattutto sviluppando progetti educativi all'avanguardia: il primo, rivolto ai ragazzi con disturbi dello spettro autistico, è stato codificato a partire dall'esperienza di Marchetti e verrà lanciato ufficialmente nel prossimo settembre. "In sostanza - spiega il fondatore - si tratta di fornire agli insegnanti una formazione specifica, e di affiancar loro un terapista per qualche ora ogni settimana. Stiamo lavorando attivamente per raccogliere fondi, così che chiunque possa accedere al progetto; il cui costo, comunque, è piuttosto contenuto". Grazie alla collaborazione con le start up del Politecnico di Torino, inoltre, l'associazione sta progressivamente favorendo l'adozione di nuove tecnologie per l'apprendimento da parte della scuola.  "L'iniziativa - conclude Marchetti - si articolerà in  due fasi distinte: la prima è di partirà già da settembre, quando il Tommaseo introdurrà l'utilizzo di ‘Brainer' ,un software per l'apprendimento già utilizzato da ragazzi con sindrome Down e malati di Alzheimer. Per la seconda fase, che richiede l'utilizzo di tablet, siamo ancora alla ricerca di fondi. A questa iniziativa ne seguiranno altre: di fatto, stiamo facendo scouting di applicazioni e strumenti da proporre alla scuola". Per informazioni: www.atomiscuola.org. (ams)

(3 settembre 2014)

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